La nostra storia
Un antico palmento siciliano del ‘900, un tempo dedicato alla pigiatura dell’uva, oggi rivive come hammam in stile arabo siciliano. Tra pietra, acqua, vapore e calore, abbiamo restituito vita a questo luogo rispettandone l’anima e ispirandoci alla tradizione dei bagni orientali.
Il palmento era il cuore della campagna siciliana: il luogo in pietra dove, a fine estate, l’uva veniva portata e pigiata, e il mosto scendeva nelle vasche per diventare vino. Mura spesse, soffitti alti, poca luce e un odore dolce che restava nell’aria per settimane.
Questo edificio è nato così, agli inizi del Novecento, a Giarre, ai piedi dell’Etna. Per decenni ha vissuto al ritmo della vendemmia; poi, come tanti palmenti dell’isola, si è fermato. Le mura però erano rimaste: forti, fresche d’estate, fatte per contenere.
Quando abbiamo immaginato di riportare la vita in questo luogo, la domanda era una sola: cosa può accadere, oggi, dentro mura nate per l’acqua e per il raccolto? La risposta è venuta dalla storia stessa della Sicilia, che è stata araba per due secoli e ha conosciuto i bagni molto prima dei centri benessere.
Così il palmento è diventato hammam. Non una copia di un luogo lontano, ma un bagno arabo siciliano: archi, mosaici, lanterne e pietra, con la luce che entra come entrava un tempo. Ogni dettaglio è stato scelto per rispettare l’anima dell’edificio e, insieme, per cambiargli destino.
Qui l’acqua non sgorga dalla terra. Viene riscaldata, come si faceva nei bagni orientali di un tempo, e portata a temperature precise: il vapore del bagno turco a 45°, il calore secco della sauna a 80°, poi le vasche a 40°, a 36° e a 16°.
È una sequenza, non un elenco: ogni temperatura prepara alla successiva. Il calore apre e scioglie, l’acqua tiepida riporta al centro, il freddo risveglia. Chi la segue nell’ordine giusto esce diverso da come è entrato.
L’hammam, un tempo, era un luogo dove si restava: ci si lavava, si parlava, si taceva, si lasciava passare il tempo. Il nostro percorso è pensato così. Sei tappe, dal bagno turco alla sauna, dalle vasche alla zona relax, in due ore in cui nessuno ti chiede di correre.
Alla fine ci sono tisane calde, frutta di stagione, frutta secca e un calice di prosecco, mentre il corpo ritrova il suo ritmo. Chi vuole prosegue in cabina, con un rituale o un massaggio: il calore ha già fatto metà del lavoro.
Il guanto di kessa, il sapone nero, lo scrub nel vapore: i gesti dell’hammam sono antichi e si imparano con gli anni. Le nostre operatrici li eseguono come si deve, con il tempo che serve, e li affiancano ai massaggi, dal rilassante al decontratturante, dalle pietre calde alla candela.
Ogni trattamento si prenota, perché ogni trattamento ha bisogno della sua stanza e della sua ora. È la differenza tra un servizio e un rito: il rito ti aspetta.
Siamo a Giarre, in via Don Luigi Sturzo 256, nella Sicilia orientale: il vulcano alle spalle, il mare davanti. A circa trenta minuti d’auto da Taormina e da Catania, uscita Giarre sulla A18.
Per chi vuole fermarsi a dormire abbiamo una convenzione con due strutture vicine, La Terra dei Sogni e Tenuta Ciuri. Ma la cosa più semplice resta venire qui, lasciare il telefono nell’armadietto e dare al tempo due ore di tregua.
Dicci chi sei e cosa vuoi vivere: ti rispondiamo su WhatsApp e prenotiamo insieme.
Si apre WhatsApp con il messaggio già scritto: invii e ci pensiamo noi.
Prenotando confermi di aver letto il regolamento.