La terapia del legno nasce in Colombia e si pratica da sempre con strumenti manuali. Qui invece gli strumenti sono motorizzati, e questo cambia tutto.
Ogni manico monta una testa diversa, e ognuna ha un compito preciso. I rulli scanalati in legno di faggio lavorano sui tessuti adiposi con un movimento rotatorio continuo che stimola la microcircolazione. Le sfere in silicone, più morbide, si usano sulle zone delicate e sui punti dove serve un drenaggio dolce. I poliedri in legno massello hanno superfici ampie e piatte: servono a compattare e tonificare, soprattutto su cosce e glutei.
Il vantaggio del motore è la costanza. Una pressione uniforme, mantenuta per tutta la durata del trattamento, su ogni centimetro di pelle. È qualcosa che le mani, per quanto esperte, non riescono a replicare per un'ora intera.
Il risultato è un lavoro profondo su circolazione, ritenzione e tono dei tessuti. Le zone trattate sono le gambe intere, i glutei, l'addome e i fianchi.
Una cosa onesta: i risultati si costruiscono con un ciclo di sedute, non con una sola. Da abbinare alla pressoterapia per un effetto drenante completo.
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